Un urlo seguito da due colpi forti.
Una signora tira dei pugni contro il vetro della fermata del tram dall’altra parte della strada. Cammina avanti e indietro borbottando tra sé. Si innervosisce ancora di più quando nota che, nell’altra direzione, si sta avvicinando il tram 15.
Il 15 si avvicina. Direzione P.za Fontana.
Le porte si aprono, poi vengono accompagnate dal suono di chiusura. Sbattono.
Dentro: scritte, segnali di divieto, indicazioni, cartelli di tutti i colori. Lampeggia la scritta rossa: “FERMATA RICHIESTA STOP REQUESTED”, la scritta verde e rossa “Linea 15”, maniglie in metallo grigio con pomelli rossi “Allarme Passeggeri, Alarm”, cartelli di divieto di fumare,
“Fermata: Tibaldi”
Un adesivo sulla porta: “MTA olos elas is noc otnemucod ib oiggaiv obilav”.
“Prossima Fermata: Giambologna.”
Curva a sinistra.
“Fermata: Giambologna.”
Partenza.
Fuori: palazzi di cemento e mattoni a vista color mattone, erba curata e non curata, una ragazza con un cappello blu, una gonna blu, delle calze collant blu e delle ballerine blu, mattonelle color mattone chiaro, un bidone verde scuro, un bidone verde scuro con posacenere. Tutto scorre, resta sotto lo sguardo per pochi secondi.
“Prossima Fermata: Castelbarco.”
Sulle mura di un palazzo “Via Giambologna”.
“Fermata: Castelbarco”.
Piedi sulle mattonelle color mattone, piedi sul marciapiede.
Lime Light.
Frastuono di motorini e macchine.
Strisce pedonali.
Marciapiede.
“Gente, Gioia, Eva3000, Rakam”. È un’edicola. “Più Case, Meno Cerchi”.
Foglie secche a terra.
Numero 9 di una qualche casa.
Piazza Angelo SRAFFA, Giurista 183-1937.
In piazza Sraffa, un giardino, giochi per bambini, panchine.
Cielo grigio.
Palazzi con mattoni a vista color ruggine.
Una cupola verde con croce nera.
Palazzo con mattoni a vista. Una volta devono essere stati bianchi. Pennellate rosa, beige, giallo scuro e chiaro si sovrappongono e scrostano.
Un bidone in mezzo al parchetto. Nero.
Crepe nell’asfalto.
Divieto d’accesso.
Marciapiede.
Motorini.
Mattoni a vista su palazzi a sinistra.
Baracchino. Sbarre nere e aranciognole.
Alberi. Motorini, motorini, biciclette, sbarre.
Terra, strisce pedonali.
Attraversamento pedonale dove, dall’altro lato della strada, attende un motorino blu.
Via Salasco.
Distributore di benzina Q8, blu.
ROHAI, palesta con Chi Kung.
Foglie verdi coprono sbarre di ferro arrugginito al “Nido d’Infazia Salasco.”.
Macchine parcheggiate, macchine che vanno.
Scritte sui muri.
“Perché stasera non vai a teatro?” “Posti Letto” sbiadito.
Cancellata verde, asfalto, un tombino grigio chiaro.
Profumo di rose.
Gradini in discesa.
Rose Rosse.
Gradini in salita.
Sulla destra, aule ancora vuote.
Uccellini.
Un gatto.
Atrio.
Un telefono che suona.
Margherita Tercon
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