Nessuno sale e nessuno scende le scale.
Voci.
Una persona entra nella stanza delle macchinette.
Tante persone in fila davanti ai forni a microonde.
Fila di persone, fila di righe orizzontali su magliette, righe orizzontali attorno a magliette, file di righe verticali su pantaloni da ginnastica, file di righe orizzontali e verticali a formare camicie a quadri, file di righe e righe e linee rette e curve; tutto si snoda.
Nella coda davanti ai microonde, corde, elastici, lacci, laccetti. Lacci corrono tra i capelli legati dei ragazzi, lacci più in alto, lacci più in basso.
Lacci nelle scarpe bianche da ginnastica, lacci mancano in scarpe dove buchi rivelano dovrebbero esserci, dei lacci. Ciabatte di plastica senza lacci, ciabatte bucate fucsia, ciabatte bucate viola.
Una, due, tre, quattro persone con ciabatte.
Un paio di infradito. Dita dei piedi che ballano.
Scarpe da ginnastica.
Piedi nudi, piedi scalzi, piedi con calzini sporchi, piedi su un pavimento blu e arancione.
Sul pavimento cade una forchetta. Una ragazza si piega a raccogliere la forchetta, lasciando penzolare contro al pavimento un laccio del suo zaino bianco con pois arancioni.
Zaini appesi alle spalle delle persone, zaini buttati sotto le macchinette, borse a pois blu, come il pavimento.
Sul pavimento si riflette il sole che entra dalla finestra.
Il sole brilla sulla forchetta impugnata dalla ragazza, dalla ragazza che ora gesticola.
La forchetta rivolta verso il viso di un ragazzo, la forchetta rivolta verso il petto della ragazza che parla. La forchetta viene immersa tra riso e piselli nella vaschetta appena calda di microonde.
Il caldo della vaschetta fumante, il caldo dei microonde, il caldo che esce dai distributori, il caldo del frigorifero, il caldo del sole ancora riflesso a terra e delle finestre chiuse. Il caldo delle persone che respirano. Il caldo delle due, tre, quattro, cinque, sei, sette persone in fila.
Righe gialle nelle scarpe grigie. Righe gialle sulla suola delle scarpe. Righe gialle, piccoli tubi gialli sfarfallano nel neon sulle teste delle persone. Linee gialle tornano a disegnare la superficie delle scarpe grigie per poi riflettersi sul pavimento e allontanarsi dal distributore davanti al quale si erano fermate a riflettere. Linee gialle si avvicinano alla porta, incrociandosi con riflessi più scuri, con scarpe in movimento, scarpe ferme.
Scarpe attendono in fila, scarpe fanno qualche passo e si fermano ancora, piedi si grattano l’un l’altro, piedi si fanno scherzi. Ciabatte strisciano e, altre scarpe ancora, si allontanano soddisfatte dal suono del microonde. Il suono, il trillo si alza nell’aria, gira per tutta la stanza. Voci che bisbigliano, solo una o due voci a volume più alto.
Voci coperte dal ronzio delle macchinette.
Confusione. Un ragazzo apre la finestra.
Voci, ronzio delle macchinette, suono dei forni a microonde e ora, uccellini.
Margherita Tercon
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