Ore 13 e 54 minuti su un forno a microonde,
ore13 e 45 minuti sul display dell’altro.
Contrariamente al solito e alle altre pause-pranzo, non c’è nessuno. La stanza è vuota.
Ronzio delle macchinette.
Gli sportelli dei due forni a microonde sono chiusi. Non c’è niente dentro.
Una ragazza entra nella stanza. Si dirige alle macchinette. Si ferma davanti al distributore di merendine. Lo guarda. Esce dalla stanza senza prendere niente.
Davanti alla porta passa un ragazzo alto, con un maglione nero. Dietro di lui, una donna bassa, capelli castani. Entrambi portano gli occhiali. Passano davanti alla stanza senza nemmeno guardarci dentro.
La stanza delle macchinette è vuota.
Entra una donna. È vestita di nero. Con la mano destra inserisce la tessera nel distributore di tessere. Ci infila una, due, tre, quattro monete. Schiaccia l’apposito pulsante e la tessera esce, ricaricata. Si dirige poi verso un distributore, ci infila la tessera. Quando esce dalla stanza ha in mano una merendina “Parmigiano e Cracker Sfoglia di Grano”. Era il tasto numero 5, da 1.20€.
Entra un ragazzo con i capelli lunghi legati sulla testa. Ha due borse a tracolla, un giaccone e in mano un contenitore di plastica. Apre il forno a microonde più vicino alla porta, toglie il coperchio e mette la vaschetta di plastica nel microonde. Gira la rotella, lo punta su 3min. Esce mentre il piattino gira. Nella vaschetta: spaghetti con condimento rosso e pezzi di cibo nero, melanzane o cozze: il vetro è sporco, non si vede bene.
Entra una ragazza con i capelli rossi, carnagione chiara a contrasto con la gonna nera. Non è molto alta. Si dirige verso il distributore delle bevande, infila la tessera e prende una bottiglietta d’acqua. Si sposta verso il numero 21 di un’altra macchinetta: una brioche Bauli.
La ragazza fa un giro su se stessa, si avvicina al forno, apre la bottiglietta d’acqua e ne beve un sorso. Ride. Sola. Apre il pacchetto Bauli contenete la brioche, apre il forno e ci infila la brioche. Punta su un minuto.
Nel frattempo ritorna il ragazzo che aveva messo gli spaghetti nel microonde e dà un’occhiata a un distributore di merendine. Torna a guardare quanto manca al momento in cui i suoi spaghetti saranno caldi: due minuti.
Esce.
La ragazza con i capelli rossi, che intanto guardava la sua brioche girare sul piattino, gira la rotella del suo forno, lo fa trillare anticipatamente ed estrae la brioche solo dopo qualche secondo.
Entra una ragazza di corsa. Si lancia sul frigorifero, si strofina le mani, poi lo apre. Estrae un oggetto molto piccolo, esulta. È contenta di averlo trovato. Abbraccia la ragazza con i capelli rossi e le due escono insieme.
La stanza è vuota.
Ronzio delle macchinette.
Entra un uomo con i capelli grigio-bianco con due ragazze, una più alta e una più bassa. Tutti indossano delle scarpe grigie contornate da una linea gialla. Linee gialle corrono su tutta la superficie delle scarpe. Linee gialle corrono anche sotto la suola delle scarpe. Linee gialle si riflettono sul pavimento.
L’uomo si ferma sull’ingresso, la ragazza più bassa va ad un distributore, infila la tessera, preme il pulsante che da rosso diventa rosso lampeggiante e prende una bottiglietta d’acqua naturale “Nestlè – Vera” da 0,35€. Contemporaneamente, la ragazza più alta fa lo stesso gesto, ma su un altro distributore di bevande.
Le ragazze escono con in mano le bottigliette d’acqua.
L’uomo lancia un’occhiata fuori dalla finestra, poi esce dalla stanza a mani vuote.
Il pavimento non riflette più linee gialle.
Ronzio delle macchinette.
Il piattino nel forno a microonde più vicino alla porta continua a girare.
La rotella del forno a microonde più vicino alla porta continua a girare. Mancano pochi secondi.
Rientra il ragazzo che aveva messo il contenitore di plastica nel forno. Guarda fuori dalla finestra.
Il suono del campanello del microonde. Il ragazzo si avvicina al forno, apre lo sportello ed esce dalla stanza con la vaschetta in mano. Non indossava più né la giacca, né le due borse a tracolla.
La stanza vuota, un forno a microonde con lo sportello chiuso, quello appena utilizzato con lo sportello appoggiato.
Entra la donna bassa e castana con gli occhiali che precedentemente era passata davanti alla porta senza nemmeno dare un’occhiata alla stanza. Si dirige verso il distributore di merendine. Fa per infilare la tessera, ma vede che ce n’è già inserita una. Schiaccia il pulsante e la estrae.
Guarda la tessera che ha in mano.
“C’è una scheda qui.”
“Ah. Beh, se vedo qualcuno glielo dico. No, cioè, visto che resterò qui per un po’...”
“Semmai la porto io nell’atrio. Dalla signorina.”
“Ah, anche. Cioè, non lo so. Di solito… Non so, non so se lo vanno a chiedere là, di solito. Non so. Però forse sì.”
Silenzio.
La donna guarda la finestra. Appoggia la tessera sotto la finestra. È dubbiosa.
“La lascio lì?”
“Non lo so.”
Silenzio.
“Io di solito quando le trovo, le lascio sopra la macchinetta. Però…”
“Sopra la macchinetta?”
“Sì, però… Non so.”
Lascia la tessera sotto la finestra.
“Vabbè. La lascio qui. Vuoi qualcosa?”
“No, no, grazie. Sono a posto.”
<<Durante le ultime parole sono entrati due di teatrodanza.
Due di teatro. Tre. Due di teatro/ Tre teatrodan/ Quattro. Cinque persone che aprono in due i coperchi e mettono le cose nel microonde.
Ecco, ora si sta creando confusione,
Ora che/ ne sta arrivando un’altra, allora/
Allora, quattro… una/ quattro…cinque, due. Saranno una decina di… Non si riesce a contare.
Che sono ammassati al microonde e sono altri…e ce ne sono…del terzo anno, ancora. Uno e un altro e ancora.
È diventato superaffollato e ciao.
C’è una fila lunghissima, fino alla finestra. Si riempie la stanza e gente con sacchetti dell’Esselunga, con vaschette e capelli legati sulla testa e vestiti da ginnastica, e calzini e piedi nudi e scarpe e tanti vestiti neri, tanti attori del terzo anno e microonde con vaschette e rotelle che girano e… macchinette e distributori poco assediati. Tante voci, tanta confusione.
Non ci si passa, non ci si muove.
È diventata la solita pausa pranzo alle macchinette.
Qualcuno ha preso dell’acqua.
Due, tre minuti. Un orologio e un bicchiere appoggiati sul microonde più vicino alla porta.
Qualcuno ha infilato nel forno qualcosa, da scaldare.
Trilla il campanello di un forno.
Molte persone hanno visto la tessera, ma
La tessera è ancora sotto la finestra.
Tante cose, tanto cibo, si è riempito tantissimo, tantissimo.>>
Margherita Tercon
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