venerdì 22 aprile 2011

Daniel Pennac - Signor Malaussène

Meriterebbe la trascrizione completa, ma purtroppo devo limitarmi a questi assaggi.... Daniel Pennac, grandissimo scrittore.

Daniel Pennac
SIGNOR MALAUSSèNE
[Malaussène scrive al suo futuro figlio –ancora nella pancia della compagna, tutte le disgrazie accadute alla famiglia, con questa conclusione.]
“[…] Tua madre Julie ha rischiato di rimanerci secca, in questa storia; hanno tentato di annegarla, le hanno bruciato la pelle con le sigarette, ti hanno fabbricato una mamma leopardo.
[...] “Ma,” mi dirai, “papà, dal momento che sembri avere un temperamento così pessimista, dal momento che tu stesso sei il superstite, sicuramente provvisorio, di una serie tragica, perché hai dato il via libera al piccolo spermatozoo e al suo fagottino genetico?”
[…] Diciamo che in materia di esistenza l’ottimismo ha quasi sempre la meglio sulla saggezza del nulla. È uno dei segreti della nostra specie, che pure è la più informata del mondo… E poi… poi non siamo mai gli unici a decidere.
[……] Ma chi mi ha convinto è stato Stojil, lo zio Stojilkovicz che tu non conoscerai, ed è la prima disgrazia della tua esistenza a venire. Sono andato a trovarlo nella sua cella, due giorni prima della sua morte. Era un po’ smagrito, ma ho pensato che fosse colpa di Virgilio, la traduzione… Si è concesso un intervallo. Abbiamo tirato fuori la nostra scacchiera, abbiamo sistemato i pezzi… Ha pescato i bianchi e abbiamo cominciato a giocare. Ti riproduco parola per parola la nostra conversazione.
LUI: … (E2 E4).
IO: …(E7 E5).
LUI: … (Si accende una Gitane).
IO: Julie vuole un figlio…
LUI: …(Cavallo F3).
IO: …(Cavallo C7).
LUI: Ti piace l’Australia?
IO: …L’Australia?
LUI: …(L’alfiere in C4).
IO: …(Il mento nella mano)…
LUI: Il bush, il deserto australiano, ti piace?
IO: Non lo conosco.
LUI: Allora documentati in fretta. Il bush australiano non è abbastanza fitto per scappare da una donna che vuole un figlio da te.
IO: …(F7 F6).
LUI: …(riflessione).
IO: …(meditazione).
LUI: Né la Sierra Madre abbastanza verticale.
[…]
Mi ha detto:
“Segui il mio consiglio, è l’ultimo. Lascia fare Julie.”
Per poi annunciarmi senza battere ciglio che arrivava a fine corsa.
“I polmoni.”
Dopo la radiografia fatale, quando il dottore gli aveva proibito di fumare (vedrai, la morte si annuncia da lontano, con questi piccoli divieti di vivere) si era limitato a rispondere:
“Dottore, perché vuoi che faccia questo alle mie Gitanes?”
E si è messo a morire piano, con la cicca in bocca, chino sui dizionari.
“Zio Stojil,” ho detto stupidamente, “Stojil, Stojil, tu che mi avevi giurato di essere immortale!”
LUI: È vero, ma non ti ho mai giurato di essere infallibile.
IO: …
LUI: …
IO: …
LUI: Del resto, io non muoio, arrocco.

Ecco, tu non sei il prodotto dello spermatozoo veloce e dell’ovulo vorace: sei nato da quest’ultima visita a mio zio Stojil.
Che era l’onore della vita.

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